PAGINE di STORIA LOCALE

  Pagine di Storia di Orbetello e dintorni . 
   Avvenimenti , Battaglie , Personaggi e Aneddoti .     
 
 
L'Assedio di Orbetello del 1646     
                                                                                                L'Assedio di Orbetello da una stampa dell'epoca - M. Merian 1650 circa
 

E’ senza dubbio uno degli eventi bellici più significativi che interessarono la Piazzaforte Militare di Orbetello durante il periodo dello Stato dei Reali Presìdi di Spagna.

Il fatto d’armi è inserito nei vari sanguinosi avvenimenti che sconvolsero gran parte dell’Europa durante la Guerra dei trent’anni (1618 – 1648 ) .  Le radici di questo lungo periodo bellico presero origine dalla guerra di religione che dilagò già dalla fine del XVI secolo contrapponendo la Spagna Cattolica degli Asburgo e la Francia perennemente interessata all’espansione verso i territori italiani .

All’interno della Corte di Francia, i vari intrighi politici del cardinal Richelieu  prima, e del successore cardinal Mazzarino dopo, fomentarono i naturali nemici protestanti contro la monarchia spagnola , quali i Danesi, gli Svedesi, gli Olandesi, i Tedeschi ,  spingendoli nelle varie guerre che si susseguirono nei quattro periodi dei trent'anni  (1618 - 23  periodo Boemo/Palatino), (1625 - 29 periodo Danese), (1630 - 35 periodo Svedese), (1635 - 1648 periodo Francese) .  

In Italia i domini spagnoli erano situati a nord nella Lombardia ( ricordiamo la Milano dei Promessi Sposi perfettamente descritta dal Manzoni )  e nel sud con il Regno di Napoli . Inoltre nel centro Italia, in Toscana , già Carlo V si riservò il piccolo territorio detto Stato dei Reali Presidi di Spagna, con l’importante duplice funzione strategica di collegamento tra i due citati domini e di controllo dello Stato Pontificio dei Papi Sovrani che più volte per alterne vicende politiche di potere bilanciavano le alleanze tra le due potenze contrapposte, Spagna e Francia . Il risultato che ne conseguiva era quello di accrescerne l’astio e portare ancora sanguinose battaglie sul suolo italiano come già successe nella tristemente famosa campagna militare italiana della prima metà del ‘500 dove le famigerate truppe mercenarie tedesche dei lanzichenecchi,  dopo le battaglie di Marignano e Pavia , sconfitti i francesi ed essendo ormai fuori controllo arrivarono fino a Roma mettendola a “sacco” e trucidando gran parte della popolazione. Lo stesso Papa, Clemente VII, sfuggi per miracolo alla morte mettendosi in salvo in Castel Sant’Angelo.

Ma torniamo ai fatti del nostro assedio,  siamo così arrivati ad una delle ultime fasi della Guerra dei 30 anni, detta della Crisi Francese ( periodo compreso tra il 1635 e il 1648, anno di conclusione di questa lunga guerra) .

Alla morte di Papa Urbano VIII (Barberini)  gli succede al soglio pontificio Innocenzo X (Pamphili) che ben vedeva una politica filo spagnola . Questo portò ad accrescere l’ostilità della corona francese verso il papato e a maggior ragione verso l’alleata  Spagna , naturale nemica . Il Cardinal Mazzarino prontamente approfittò di questa situazione per portare avanti il progetto di un attacco alla Spagna da tempo pensato e decise di inviare una spedizione militare contro i Presidi Spagnoli in Toscana .  Questa azione avrebbe sortito il duplice risultato di colpire duramente la corona spagnola indebolendo l’equilibrio dei suoi dominii in Italia , da una parte e di spaventare il papato per allontanarlo dall’alleanza con la Spagna , dall’altra .  Si deve aggiungere, purtroppo, un ulteriore motivo per la scelta di questo obbiettivo da attaccare . Già da un rapporto dettagliato stilato un mese prima dell’assedio, era noto che la piazzaforte di Orbetello versasse in pessime condizioni: la truppa era malpagata e composta da pochi uomini malmessi e mal nutriti , divise lacere, munizioni scarsissime,  le artiglierie erano in cattive condizioni…come dire… un boccone facile da mangiare !   

Come è noto, nelle potenti corti di allora, il lavoro delle spie era di basilare importanza nel gioco di anticipo delle guerre e del potere, oggi diremmo lavoro di “intelligence” ,  e ben presto l’intenzione del Mazzarino trapelò e venne comunicata al sovrano spagnolo Filippo IV .  Prontamente vennero approntate le necessarie contromisure e giocando di strategia e astuzia quella precaria situazione dei Presìdi di Toscana venne trasformata in un’esca perfetta !  Venne nominato come Vicerè di Napoli  ( il territorio dei Presìdi ne era alle dirette dipendenze)  il Duca D’Arcos, Don Rodrigo Ponce De Leon , noto come ottimo organizzatore ed uomo d’azione che provvide già dal 20 marzo ad inviare a Porto Ercole un nuovo comandante,  il Generale napoletano Carlo Della Gatta con un nutrito corpo di spedizione e ottimamente armato . 
                               
  Il Generale Carlo Della Gatta - Stampa dell'epoca                                              Soldati della metà del '600 
 
Nel frattempo il Cardinal Mazzarino aveva allestito una flotta divisa in tre squadre comandate dagli Ammiragli  De Bresé , Mancade e D’Ognon , in tutto 36 galeoni, 21 galere e 70 tartane, 12 reggimenti composti complessivamente da 9000 uomini e 2000 tra ufficiali e nobili franco-piemontesi . Al comando di tutta la spedizione vi era il principe Francesco Tommaso di Savoia .
                   
  Il Principe Tommaso Di Savoia                                                                   Il Cardinale Mazzarino - Stampa dell'epoca
 

Salpata nei primi giorni di maggio, dopo aver affrontato una tempesta, il giorno 9  la flotta francese gettò le ancore presso la foce dell’Albegna e con un autentico “blitz” le truppe da sbarco occuparono Talamone,  presero il Forte delle Saline senza colpo ferire essendo la guarnigione scappata, e il Forte di Porto Santo Stefano . La sera stessa il principe Tommaso piazzò il suo comando presso il Forte delle Saline .

Qualche giorno prima di questi ultimi avvenimenti, il Generale Della Gatta che era un valente stratega, aveva agito d’astuzia .  Anticipando il fatto che sicuramente i francesi fossero a conoscenza della debolezza della Piazzaforte di Orbetello mentre era altrettanto noto che Porto Ercole fosse eccezionalmente munito ( ricordiamo la presenza dei due imponenti Forti, Filippo e La Rocca ) e protetto, quindi difficilmente espugnabile,  nella massima segretezza aveva spostato buona parte della guarnigione, degli armamenti, munizioni e vettovagliamenti da Porto Ercole ad Orbetello, sicuro che mai i Francesi avessero osato attaccare il fortificatissimo Porto mentre era praticamente certo che si fossero diretti verso la citta di Orbetello, facile preda e capitale dello Stato dei Presidi !   E qui la sorpresa avrebbe atteso le truppe del principe Tommaso che si sarebbero trovate in maniera non attesa una Città fortificata , ottimamente armata , con un notevole numero di soldati preparati e viveri sufficienti per sostenere un lungo assedio.
...continua...   
 
                
                              
 
 
 
 
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